Da luglio al ristorante e in vacanza si va con la carta di identità alimentare. Ecco cos’è e come averla

Arriva la carta di identità alimentare per chi mangia fuori casa

Celiaci? Intolleranti al lattosio? Amanti del cibo etnico? Vegani? Per semplificare la vita di tutte le persone che vogliono rimanere fedeli al proprio stile alimentare, anche quando mangiano fuori casa con soddisfazione delle esigenze di tutti, arriva Carta d’Identità alimentare.

Il primo documento digitale e gratuito che racchiude lo stile alimentare dell’utente che lo compila.

Intolleranze, allergie ma anche semplici preferenze o non preferenze rispetto a prodotti, materie prime o ingredienti che non si vogliono o possono mangiare quando si va al ristorante.

Da oggi registrandosi al sito sarà possibile compilare la propria Carta d’Identità alimentare ( http://www.cartaidentitalimentare.com/iscrizione-utente/)

Un documento digitale personale da ricevere tramite email in formato Pdf (anche stampabile) e condividere ad esempio con il ristoratore di fiducia. Esibire quando si decide di mangiare fuori o inviare alla struttura ricettiva scelta per le proprie vacanze come “promemoria” di ciò che vorremmo mangiare una volta arrivati sul posto.

Il progetto è ambizioso e nasce per semplificare la vita, migliorandola, di tutte le persone che hanno uno stile alimentare ben preciso (vegani, crudisti, intolleranti, celiaci ecc.)

Anche semplici preferenze nella scelta degli alimenti da ordinare quando si mangia fuori casa. Si tratta di “una vera rivoluzione digitale gratuita”, spiega l’imprenditore vicentino Pietro Ruffoni ideatore del progetto e CEO di HealthyFood, azienda tutta italiana specializzata nel campo alimentare e della ristorazione.

“Se è vero che sono sempre di più gli Italiani che mangiano fuori casa, oltre 7 milioni, e che cresce l’attenzione dei consumatori verso l’healthy food – aggiunge Ruffoni – è altrettanto vero che è sempre più difficile conciliare le esigenze alimentari di tutti, quando si esce a cena fuori”.

Vegani, crudisti, intolleranti, celiaci ma anche persone con semplici preferenze nella scelta degli alimenti da ordinare (pesce crudo sì o no), legate al gusto o ad abitudini consolidate.

Carta d’Identità alimentare nasce proprio per facilitare la vita a tutti coloro che vogliono restare fedeli al proprio stile alimentare senza per questo rinunciare a mangiare fuori casa in compagnia. Tra le altre figure presenti in azienda un comparto IT dedicato allo sviluppo del progetto in chiave digitale oltre ad un pool di nutrizionisti.

Tutti i dati personali condivisi sulla piattaforma sono protetti e non possono essere divulgati a terzi.

Carta d’Identità alimentare si propone come il primo passo per dare vita alla creazione di un network di amanti del cibo che condividano i valori della trasparenza e della soddisfazione anche quando si parla di gusti ed esigenze alimentari.

Sono sempre di più gli Italiani che mangiano fuori casa, oltre 7 milioni e non a caso il 2018 è stato l’anno record per la ristorazione di casa nostra. Circa 150mila aziende contro le 30mila nel 2011 con un turn over di 85 miliardi di euro. (dati Fipe, Federazione italiana pubblici esercenti).

Aumentano i pasti “out of home” e cresce l’attenzione dei consumatori verso l’healthy food.

“Dai dati che abbiamo elaborato – spiega Pietro Ruffoni che con il suo Team di nutrizionisti e sviluppatori lavora al progetto da oltre due anni – si evince che in Italia la difficoltà a digerire il lattosio interessa circa il 40-50% della popolazione”. “Se si sommano vegetariani e vegani si arriva a 4 milioni di persone senza contare che in 10 anni i celiaci sono aumentati del 220%. Il cambiamento è già in atto, nel mercato e nelle persone. E con Carta d’Identità alimentare vogliamo portare avanti un’azione di sensibilizzazione nei confronti del mondo della ristorazione”.

Panerai

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