Salvatore Ferragamo, il “calzolaio della star”

Ferragamo calzolaio artigianale

Salvatore Ferragamo, il “calzolaio della star”: da Marilyn Monroe ad Audrey Hepburn. Tra le sue invenzioni, i sandali con zeppe in sughero divenuti un cult

In principio furono scarpe. Poi, sono arrivate borse, abiti, accessori, gioielli e fragranze. Creazioni esclusive apprezzate, ancora oggi, da amanti del lusso sparsi in ogni angolo del mondo. È la maison Ferragamo, tra le icone indiscusse dell’eleganza italiana, la cui nascita si fa risalire al lontano 1927 quando, Salvatore Ferragamo, stilista calzaturiero di origini irpine, di ritorno dagli Stati Uniti, dove era rimasto 13 anni, decise di aprire a Firenze, il suo primo laboratorio. Una bottega, in cui prendevano forma scarpe made in Italy destinate essenzialmente ad eleganti signore americane, che l’avevano conosciuto tra Boston, Santa Barbara e Hollywood, dove si guadagnò l’appellativo di “calzolaio delle star”. Le sue, non erano, infatti, semplici scarpe, ma modelli ricercati, realizzati artigianalmente, che hanno fatto perdere la testa, tra l’altro, a dive del calibro di Marilyn MonroeAudrey Hepburn e Greta Garbo.

Dopo un periodo di crisi, intorno agli anni Trenta, l’artigiano del lusso si riprese alla grande creando i suoi leggerissimi sandali con zeppa in sughero, diventati poi un cult, così come i tacchi a spillo rinforzati in metallo e le scarpe “invisibili” dalla tomaia in nylon trasparente, che gli fecero conquistare nel 1947 il Premio Neiman Marcus ovvero l’Oscar della Moda. Invenzioni glamour, espressioni di eleganza italiana, che gli consentirono di acquistare palazzo Spini Feroni, divenuto da allora quartier generale dell’azienda, che nel frattempo si era fatta conoscere anche a Londra, Parigi, Berlino e non solo, inaugurando un punto vendita dietro l’altro, in Italia e all’estero.

Salvatore Ferragamo e la moda artigianale made in Italy

La consacrazione vera e propria avvenne però nel secondo dopoguerra, quando la moda made in Italy cominciò a spopolare e Ferragamo ne divenne, a ben ragione, uno dei protagonisti. Nel 1949 partecipò alla sua prima sfilata e due anni dopo contribuì alla nascita ufficiale della moda italiana con defilè a Palazzo Pitti. Altra novità, nel 1955, quando alla produzione di calzature, aggiunse quella di foulard in seta. Nonostante la mole di lavoro aumentasse di continuo, Salvatore si battè sempre per mantenere artigianali le sue creazioni, affidando alle macchine solo fasi secondarie.

Dalla sua morte, avvenuta nel 1960, i familiari hanno cercato di realizzare il suo desiderio: trasformare Ferragamo in una grande casa di moda. Obiettivo più che raggiunto. Nacquero così le prime scarpe da uomo, capi d’abbigliamento, pelletteria ed accessori e, dal 1995, Firenze ospita il museo dedicato alla storia delle calzature artigianali del brand. Il 2011 segna un’altra data importante, per un duplice motivo: la Salvatore Ferragamo spa viene quotata in Borsa e viene realizzata la prima collezione di gioielli.  Una bella storia, particolare e fashion di un artigiano del lusso che continua a regalare capolavori à porter dal design italiano.

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