Simboli e rappresentazioni strutturali nel mondo

Renzo Piano

L’architettura è la disciplina che ha come scopo la progettazione e costruzione di un immobile o di un ambiente, volendole attribuire un senso più aulico, l’architettura può essere definita come l’arte di organizzare lo spazio. Si, un’arte vera e propria, al punto tale da essere inserita insieme alla scultura, nelle “arti visive plastiche”. L’architettura è nata con l’uomo, in quanto da sempre esistita, e nel tempo ha assunto caratteri diversi a secondo dei popoli o degli uomini che la esercitavano. Ma se in passato l’architettura esprimeva, se così possiamo dire, le caratteristiche di un determinato periodo storico: architettura etrusca, greca, romanica, gotica, barocca, medioevale, rinascimentale (solo per citarne alcune), oggi nel più vasto ambito dell’architettura contemporanea l’architettura diventa sempre più l’espressione caratteristica del singolo architetto.

L’architettura italiana cominciò a svilupparsi durante l’Impero romano, ed anche se fu inevitabilmente influenzata dall’architettura greca e da quella etrusca, riuscì ad esprimere dei segni distintivi propri, segni distintivi che l’hanno magnificata e che sono stati il seme da cui è nata la grande architettura italiana che riesce ad esprimere delle figure di enorme pregio. Ed anche se siamo nell’epoca della globalizzazione, quando vediamo (non ce ne voglia nessuno) le opere dello svizzero Mario Botta (Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, ristrutturazione del Teatro alla Scala a Milano), Zaha Hadid (Museo nazionale delle arti del XXI secolo a Roma, grattacielo “Lo Storto” a Milano), Richard Meier (chiesa di Dio Padre Misericordioso e teca dell’Ara Pacis, a Roma), Norman Foster (stazione di Firenze Belfiore), Daniel Libeskind (grattacielo “Il Curvo” a Milano) e Arata Isozaki (Palasport Olimpico di Torino), per citarne alcuni, la nostra mente va agli architetti italiani. Tanti, forse troppi, ma bravi, bravissimi eccellenti e qui, sulle nostre pagine ci permettiamo di parlarvi, nel caso ce ne fosse ancora bisogno di Renzo Piano.

Nato nel quartiere di Pegli a Genova il 14 settembre 1937, da una famiglia di costruttori, Renzo Piano è tra gli architetti italiani più famosi e più prolifici. Laureatosi al Politecnico di Milano con una tesi su “Modulazione e coordinamento modulare” ha proseguito la sua formazione viaggiando tra gli USA e l’Inghilterra, dove ha insegnato a Londra per due anni presso l’Architectural Association School of Architecture. Sin dagli albori della sua carriera il suo stile è contraddistinto da una ricerca continua e dalla sperimentazione nei riguardi dei materiali e delle tipologie strutturali, conditi da una forte vena anti-accademica e alimentate da una passione totalizzante per la tecnica e il costruire. La sua carriera è stata un susseguirsi di successi, tra cui si ricordano: Il Premio Compasso d’oro nel 1981; Il Premio Imperiale nel 1995; Il Premio Pritzker (che può essere considerato l’Oscar per l’architettura) nel 1998 e il Premio Sonning nel 2008. Tante le opere progettate, alcune delle quali possono essere considerate a pieno titolo le “meraviglie” di Renzo Piano: il Centro nazionale d’arte e di cultura Georges Pompidou a Parigi; Il Negozio Hermes in Giappone; Il Centro Nemo, museo della scienza e della tecnica di Amsterdam; Postdamer Platz a Berlino; L’Auditorium Parco della Musica a Roma; Astrup Fearnley, progetto di riqualificazione che ha interessato un cantiere navale di una zona a sud di Oslo; The Shard London Bridge, situato nel centro di Londra, che rappresenta uno dei punti panoramici migliori della città ed è l’edificio più alto d’Europa. Quando nel 2006, il Time lo inserì nell’elenco delle cento personalità più influenti del mondo lo definì l’architetto del futuro. A distanza di anni possiamo dire che la storia ha dato ragione al quotidiano britannico. Questo lungimiranti e innovativo personaggio è italiano, e come lui per fortuna ne abbiamo e possono a pieno titolo rappresentare la creatività e la visione italiana che fa impazzire il mondo. Il nostro plauso a chi ha fatto grande l’Italia nel mondo, stimolo per valorizzare i grandi architetti italiani.

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