L’export ed i vantaggi del libero scambio

L’export ed i vantaggi del libero scambio

Trattati e accordi

Così come gli accordi europei con il Giappone, con Singapore e con il Vietnam, il trattato commerciale tra la Ue ed il Canada porta vantaggi concreti per le nostre imprese. L’ICE ’Agenzia per la promozione del commercio estero, ha fornito i dati nel corso di un’audizione svolta dal neo-presidente Carlo Ferro davanti alla commissione Affari esteri della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle dinamiche del commercio internazionale.

I nuovi accordi di libero scambio in alcuni casi potrebbero far nascere rischi per le imprese italiane, ma allo stesso tempo aprono diverse opportunità.

Si avvierà anche “Start Export” un programma in grado di offrire un quadro completo ai nostri esportatori, che prevede incontri sul territorio per avvicinare alla causa dell’export imprese che finora hanno giocato solo sul mercato di italiano, prospettando loro proprio le «facilitazioni derivanti dagli accordi di libero scambio».

L’accordo Ceta con il Canada
Il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio aveva preannunciato lo stop al Ceta ma ad oggi il trattato non è mai arrivato nel nostro Parlamento per la “non ratifica”. Quindi come in questi casi va avanti in modalità provvisoria, come approvato dall’Europarlamento nel 2017.

L’accordo tra Ue e Canada prevede l’abbattimento del 98% dei dazi doganali. L’intesa prevede anche una maggiore trasparenza in materia di appalti pubblici, di tutela della proprietà individuale, di riconoscimento di alcune qualifiche professionali, nonché una crescente armonizzazione dei regolamenti e degli standard che costituiscono barriere non tariffarie.

Misure per contrastare l’Italian sounding

Come sappiamo, è il fenomeno di nominare o imitare i prodotti con nomi simili a quelli dei prodotti Italiani originali, e questa similitudine tende a creare confusione nell’acquirente estero, il cosidetto “italian sounding”. Verrà così istituito un certificato di conformità, rilasciato dalla Ue e che attesterà gli standard tecnici in fatto di: origine, salute, ambiente e sicurezza, apparecchi elettrici ed elettronici etc., e sarà ritenuto valido anche per il mercato canadese, al fine di contrastare attivamente questa diffusa tendenza dell’imitazione.

L’accordo EPA

L’accordo con il Giappone (Economic Partnership Agreement – EPA) è entrato in vigore pochi giorni fa, appunto il 1° febbraio 2019.

Per quanto riguarda le merci, si prevede un abbattimento dei dazi sulla maggior parte delle linee tariffarie precedenti.

Per armonizzazione le disposizioni tecniche a livello internazionale, sarà garantita una tutela uguale a quella attuata in Europa e settori potenzialmente beneficiari sono sia per il comparto auto, che per i prodotti agroalimentari, (l’accordo ne riconosce 41 tra quelli italiani con tutela europea del marchio).

L’entrata in vigore dell’accordo sulla liberalizzazione riguarda il 96% delle linee tariffarie, pari al 75% delle importazioni dalla Ue. L’eliminazione totale dei dazi è prevista entro un periodo di 15 anni.

Abolizione dei dazi

L’agroalimentare è tra i settori che beneficeranno maggiormente dell’accordo grazie a un’abolizione immediata dei dazi sull’85% delle linee tariffarie (i dazi sono superiori al 16%, al momento). Per il settore vini e alcolici, i dazi attualmente sono al 15% e saranno rimossi all’entrata in vigore dell’accordo.

Con questa intesa, inoltre, sono state riconosciute 18 IGT agroalimentari italiane e 26 per le bevande.

Il neo presidente dell’Ice ha posto l’attenzione al settore moda, nello specifico al settore delle calzature che vedranno le tariffe scendere dal 36,9% al 21% immediatamente fino all’eliminazione nell’arco dei prossimi dieci anni. 

Altri accordi che attendono l’entrata in vigore

Sono già stati conclusi, ma non sono ancora in vigore, gli accordi Ue con Vietnam e Singapore.

Ad oggi il testo è in fase di revisione legale e traduzione, prima di essere sottoposto all’approvazione del Parlamento Europeo. 
Le trattative sull’accordo di libero scambio con Singapore si sono ufficialmente concluse il 17 ottobre 2014 e l’accordo siglato deve ora essere approvato formalmente dalla Commissione europea e poi concordato dal Consiglio dei Ministri e successivamente ratificato.

I vantaggi per chi esporta in Vietnam
L’accordo con il Vietnam ha l’obiettivo di eliminare nell’arco di 10 anni, con il 65% la quasi totalità dei dazi vigenti rispetto alle linee tariffarie, e garantendo alla Ue l’esenzione dei dazi da subito. Un altro punto fondamentale è la semplificazione delle procedure doganali e il riconoscimento delle più diffuse indicazioni geografiche. L’eliminazione dei dazi su tessuti e filati e su buona parte dei prodotti della meccanica sarà immediata, punti forti del made in Italy. Anche la farmaceutica, altro comparto con buona presenza italiana, beneficerà dell’esenzione immediata dei dazi per circa la metà dei prodotti, mentre l’altra metà sarà liberalizzata nei prossimi 7 anni.

Questi accordi porteranno sicuramente benefici sui nostri comparti dell’export e quindi sulla nostra economia e incentiveranno le imprese italiane ad internazionalizzarsi con slancio e maggiore dinamicità.

Compriamo italiano

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