Intelligenza Artificiale: in Italia, 85 milioni di euro per lo sviluppo

Cos'è Intelligenza artificiale

Intelligenza artificiale numeri

In Italia, il mercato dell’Intelligenza Artificiale si basa su una spesa per lo sviluppo di algoritmi di 85 milioni. È quanto evidenziato da una recente ricerca dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano. Vi sono inoltre altre componenti di rilievo, quali lo sviluppo dei robot, quelli collaborativi in ambito industriale, con spesa di 145 milioni di euro, e la diffusione degli assistenti vocali in ambito domestico, 60 milioni di euro, che delineano ulteriori campi di sviluppo. I secondi, in particolare, in futuro potranno rappresentare un canale con cui indirizzare servizi e applicazioni innovativi basati sulla voce, per l’eCommerce, soprattutto. Dati importanti, ma che non corrispondono a quello di un settore in rapida crescita. Anzi.

Cos’è l’intelligenza artificiale e quali sviluppi nelle aziende italiane

Questo lo stato di salute dell’intelligenza artificiale. La ricerca, che ha riguardato 151 grandi aziende italiane, indica che le imprese, in maggioranza, oltre il 50% dei casi, hanno idea dell’Intelligenza Artificiale come capace di emulare i processi cognitivi dell’essere umano. Il 35% del campione associa l’ intelligenza artificiale a un gruppo di tecniche come il machine learning, mentre il 14% ha compreso che l’ intelligenza artificiale si caratterizza per lo sviluppo di sistemi dotati di capacità tipiche dell’essere umano e il 32% l’associa a uno dei suoi campi di applicazione, assistenti vocali, veicoli a guida autonoma, estrazione di informazioni dalle immagini.

Obiettivi

Tra chi ha già in corso progetti di intelligenza artificiale , il 50% delle aziende ha come obiettivo prefissato il miglioramento dell’efficienza dei processi, ossia la riduzione dei costi, il 37% l’aumento dei ricavi e il 13% lo sviluppo di soluzioni per il supporto decisionale. Solo il 4% dei progetti non ha raggiunto gli obiettivi, mentre il 68% dichiara che le iniziative hanno raggiunto l’esito sperato e, di queste, la metà lo definisce “di grande successo” o “disruptive”. 

Quali sono i settori già pronti. Dati e numeri

Tra i settori attivi nell’introdurre soluzioni di Intelligenza Artificiale, l’Osservatorio indica quello bancario, finanziario e assicurativo con il 24% delle applicazioni, l’energia e le utility con il 13%, quello automobilistico con il 10%, dove l’interesse prioritario è per i veicoli a guida autonoma, e il retail con il 9% delle applicazioni, interessato in particolare a offrire servizi personalizzati e flessibili alla clientela. L’Osservatorio ha evidenziato, poi, diversi profili di aziende. Il 45% dispone di un’infrastruttura per l’acquisizione dei dati, ma la loro qualità e quantità non sono ancora sufficienti per sviluppare un progetto di intelligenza artificiale . Il 10% sfrutta dati proprietari e si affida a soluzioni standard offerte dal mercato. Il 23% sono le aziende che denotano capacità di dominare le metodologie di intelligenza artificiale , una crescente attenzione all’organizzazione e cultura aziendale e fanno i primi sforzi per preparare il cliente a prodotti e servizi intelligenza artificiale . Il 12% sono imprese che hanno investito per migliorare la qualità e quantità dei dati sfruttandoli per sviluppare algoritmi in modalità stand alone. Il 4% sono le imprese che invece hanno sviluppato maggiormente l’ambio organizzativo-culturale invece di quello tecnologico. Infine, il 6%, le imprese più evolute, che si sono mosse prima e sono più avanti delle altre.

Panerai

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