Arance italiane
E dire che eravamo l’eccellenza mondiale di questo particolare, nonché importante frutto che la natura ha voluto regalare al nostro paese.
E invece, da vent’anni c’è stata un’operazione continua al massacro della nostra agricoltura, portando all’indebitamento e successivamente alla chiusura e al fallimento di tantissime aziende agricole che erano il vero tessuto produttivo della nazione.
Questo soprattutto per le preferenze accordate dall’Unione Europea, che prevede per accordi di libero scambio, l’abbassamento o addirittura l’esenzione dei dazi ai paesi africani meno sviluppati, ogni giorno sbarcano numerose navi provenienti dal nord africa cariche di frutta, ortaggi e verdura. Si calcola che nell’anno vengono importati oltre 4 milioni di tonnellate, per un valore di quasi 5 miliardi di euro. E oltre al fattore dazi, anche il costo del lavoro in questi paesi è molto più basso, considerando che un operaio italiano costa fino a dieci volte di più rispetto a questi paesi. Nonostante ciò, l’Europa ha tassativamente vietato di esercitare il caporalato all’Italia lasciando largo spazio a questa tipologia di concorrenza. Oggi le arance marocchine arrivano sui nostri mercati a metà prezzo rispetto a qualche anno fa, e creano danni irreversibili alla nostra agricoltura. Da anni oramai, tonnellate di arance italiane restano sugli alberi, perché ai produttori oramai non conviene più raccoglierle.
Un tempo, la Sicilia e la Calabria erano considerate il paradiso degli agrumi d’Europa, e invece dal 2000 ad oggi, gli agricoltori sono costretti a tagliare un albero su tre, per dare spazio a diverse coltivazioni come il caffè, al fine di avere un diverso sbocco di business. E così 70.000 ettari di agrumeti sono andati persi.
È vero che sono le conseguenze della globalizzazione, ma è anche vero che la politica italiana potrebbe meglio guidare questa condanna a morte della nostra economia.
C’è da considerare anche il fattore più importante come la salute. A farne le spese sono i consumatori, poiché in molti paesi da cui importiamo fanno uso di sostanze chimiche e pesticidi molto dannosi, vietate oramai da tantissimi anni in Italia, e di conseguenza le ritrovano nelle arance che vengono importate. Infatti l’Italia come sempre a difesa della qualità dei prodotti alimentari, ha una delle normative più stringenti, con il paradosso che possiamo importare agrumi che hanno fatto uso di sostanze agrofarmache cioè sostanze pesticide, e in questo caso per fortuna i produttori italiani non possono utilizzarle, e che invece queste sostanze, a nostra insaputa, finiscono sulle nostre tavole e di conseguenza nel nostro organismo se acquistiamo inconsapevolmente.
Ma noi ci domandiamo perché non consumiamo prima il nostro prodotto e poi successivamente quelle importate da Marocco, Tunisia, Spagna ed Argentina?
Perché non lo facciamo con le patate o con le barbabietole questo patto, che sono le produzioni tipiche di Francia e Germania?
Ma di quale Italia parliamo?
Queste politiche lobbystiche non fanno altro che impoverire la nostra economia, i nostri prodotti e soprattutto un vero e proprio stupro alla nostra salute.
E se proprio non sappiamo come o dove trovare le arance italiane, possiamo sempre acquistarle on line da aziende come San Gaspano (https://arance.sangaspano.it/it/) oppure su (http://www.arancedellasicilia.it ). Le arance italiane 100% naturali.
L’oro arancione di qualità è italiano, non sprechiamolo!
#compriamoitaliano #aranceitaliane #100%naturali #succodarancia #aranciata #agricolturaitaliana





