Dalla Casa Bianca a Buckingham Palace, protagoniste, le preziose sete del Real Borgo di San Leucio

Tradizione artigianale

A San Leucio, sulla via della seta. Una piccola frazione in provincia di Caserta, ma nota in tutto il mondo per la sua seta, molto pregiata e dalle nobili origini, che per questo motivo rappresenta la più aristocratica tradizione artigianale locale.

Origini della produzione serica di San Leucio

Una storia che risale ai tempi della regina Amalia, moglie di Carlo III di Borbone, che per prima portò nel borgo, che era nato come riserva di caccia, l’attività serica, che andò poi sviluppandosi alla fine del Settecento sotto il dominio di Ferdinando IV, figlio di Carlo III. L’attività trovò casa nel Real Cortile del Belvedere dove si inaugurò un laboratorio per la trattura della seta. Gli artigiani di San Leucio divennero insuperabili nella creazione di veli e nella produzione dell’organzino. Oltre che per la Reggia di Caserta e le altre residenze borboniche dell’epoca oggi, dalle seterie di San Leucio, escono straordinari tessuti come damaschi, broccati e jacquard destinati alle più importanti residenze di tutto il mondo. Prodotti realizzati a San Leucio si trovano, infatti, al Quirinale e nelle stanze del Vaticano, ma non solo: anche nella Sala Ovale della Casa Bianca e a Buckingham Palace. Le bandiere ufficiali di entrambe le nazioni, inoltre, sono realizzate proprio con la seta di San Leucio.

Per capire l’importanza di quella che fu una vera intuizione reale che precorse i tempi, occorre dire che l’idea originaria del sovrano fu quella di rendere la zona economicamente vantaggiosa e produttiva. Così, dopo averne fatta modificare in parte la struttura, fece costruire una riserva di caccia e diede ad alcuni coloni il compito di curarla. Con il passare del tempo, l’impianto urbanistico di San Leucio crebbe ulteriormente; al suo interno furono edificati la prima seteria e una fabbrica di tessuti.

Un Codice per gli artigiani di San Leucio

La cittadina divenne una sorta di moderna repubblica che si fondava su tre principi scritti in un apposito Codice di leggi, a cui gli abitanti dovevano attenersi: la buona fede come virtù sociale, il merito come spinta al lavoro, e l’educazione alla base della collaborazione tra gli artigiani. Inoltre,tra quelle mura era abolito il lusso, e tutti dovevano vestirsi allo stesso modo. Nella successione non c’era più nessuna differenza tra maschi e femmine, tutti avevano gli stessi diritti ed ereditavano beni in egual misura. Le mogli non erano tenute a portare la dote in quanto lo Stato provvedeva a fornire la casa arredata e quello che poteva essere utile agli sposi.
Ogni manifatturiere, cioè ogni dipendente delle manifatture della seta, era tenuto a versare una parte dei guadagni alla Cassa della Carità, istituita per gli invalidi, i vecchi e i malati.

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